ARTE, MUSICA & CULTURA

30 giugno 2012

Cultura e paesaggi umbri patrimoni dell’umanità

di Giovanni Zavarella

L’Associazione Beni Italiani patrimonio mondiale UNESCO ha come presidente il sindaco di Assisi Ing. Claudio Ricci. Ricaviamo le finalità del sodalizio nazionale dalle parole di Ricci, tratte dalle dichiarazioni rese nell’intervista allorquando è stato riconfermato per il secondo mandato: “La rete delle città UNESCO persegue con tenacia gli obiettivi di salvaguardia e di valorizzazione del Patrimonio culturale e paesaggistico italiano, favorendo l’avvio di processi strategici di collaborazione con tutte le componenti più vive e vitali della società”. Per la precisione al 28 giugno 2011 il totale dei siti era 936, mentre l’Italia ne registrava 47, risultando con il suo primato mondiale il Paese più ricco di Beni nel mondo. E in questo numero l’Umbria è presente con tre Siti, vale a dire con Assisi, il Tempietto del Clitunno a Campello e la Basilica di San Salvatore a Spoleto, proprio nell’ambito del sito “Italia Longobardorum”. Assisi è ritenuta, in larga misura da tutelare. Non solo i suoi splendidi monumenti Francescani di Assisi e del territorio, ma anche il suo straordinario paesaggio. Assisi gode di un’attenzione particolare. Non è il singolo monumento ad essere attenzionato dalle autorità preposte alla tutela, salvaguardia e valorizzazione, ma anche un territorio dalle peculiarità originali ed uniche. Scrive Adriano Cioci, responsabile dell’Ufficio UNESCO del Comune di Assisi e Vicedirettore Rivista SITI, nella recente pubblicazione “Assisi alla scoperta del Sito UNESCO: La Città di Assisi, la Basilica di San Francesco e altri luoghi francescani, con la quasi totalità del territorio comunale, costituiscono un “sito” inserito nella lista del Patrimonio Mondiale. L’iscrizione, avvenuta nel 2000, si basa sul riconoscimento di una unicità di “paesaggio culturale” composto di beni materiali ed immateriali”. A proposito dei due monumenti spoletini ci piace rimandare i nostri affezionati lettori agli articoli di Francesco Raspa, Coordinatore Editoriale del trimestrale SITI, n.6 (pagg.19-27) laddove si rileva dalle interviste rese dal sindaco di Campello, Paolo Pacifici e di Spoleto, Daniele Benedetti, della intelligente decisione, presa dalle autorità dell’UNESCO di iscrivere nella World Heritage List, i due insigni e vetusti monumenti umbri. Allo scopo ha dichiarato l’Assessore alla Cultura della Regione Umbria Dr. Fabrizio Bracco il tempietto del Clitunno è definito come “il famoso, piccolo edificio che, per la sua forma classica e i numerosi spolia utilizzati per la sua realizzazione, sin dal Rinascimento è stato oggetto dell’attenzione dei più grandi architetti che ne hanno immortalato l’immagine nei secoli, mentre la Basilica di San Salvatore, a Spoleto, è un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui fu concepito, e conserva ancora all’esterno ed all’interno significativi frammenti di decorazione architettonica antichi insieme ad elementi decorativi abilmente scolpiti dai lapicidi medievali”. Per intanto nel territorio umbro si sono costituite (Foligno, Perugia, etc.) e si vanno costituendo delle Associazioni UNESCO con il preciso intento di promuovere i beni culturali regionali per il tramite di una serie di iniziative, capaci si sviluppare l’orgoglio territoriale e un più diffuso coinvolgimento non solo per la custodia di testimonianze artistiche, ma anche per non cancellare le orme dei nostri antenati. E in quest’ambito di attenzione preoccupata si parla sempre di più della Quintana di Foligno e della Rupe di Orvieto. Eguale interesse andrebbe riservato a due altri “monumenti naturali”, vale a dire alle “Cascate delle Marmore” (271 a.C.) che la tradizione attribuisce al console Curio Dentato “che fece tagliare nello scoglio un canale, detto Cava Curiana, permettendo il deflusso delle acque e lo svuotamento delle paludi sul Nera” e della Foresta fossile di Dunarobba del Pliocene che recenti indagini hanno accertato che il Sito eccezionale sorgeva al margine del Lago Tiberino. Ora nella sessione autunnale si spera di poter aggiungere tra i Beni Immateriali umbri, i Ceri di Gubbio e il Calendimaggio di Assisi che hanno presentato nelle sedi competenti le loro richieste per essere inseriti nella lista UNESCO.