ARTE & CULTURA

19 gennaio 2015

L’ex carcere maschile di piazza Partigiani: da ferita urbana a spazio collettivo dedicato ai giovani

di Valeria Menchetelli

Nell’ambito dei contenitori catalogati all’interno del progetto di ricerca Kultur Fabrik Perugia, il ruolo di condensatore è stato assegnato all’ex carcere maschile di piazza Partigiani, icona della Perugia postunitaria sorta nell’area a maggior potenziale di trasformazione della città storica dopo la demolizione a furor di popolo della cinquecentesca rocca Paolina. L’approfondita ricerca storico-archivistica condotta nel corso della fase conoscitiva ha consentito di fare luce su momenti inediti della storia urbana: ad esempio rivelando che il legame di Guglielmo Calderini con gli insegnamenti di Carlo Promis avviene tramite Giuseppe Polani, che ne è allievo diretto e che l’architetto perugino coadiuva nella stesura del progetto del nuovo carcere giudiziario. Polani, che firma al contempo i complessi carcerari “Le Nuove” di Torino, “Marassi” di Genova e “San Sebastiano” di Sassari, realizza a Perugia, tra il 1865 e il 1870, un edificio concepito secondo il modello tipico delle strutture di reclusione: un magniloquente panopticon distribuito su cinque livelli, con pianta a quattro bracci e schema cellulare comprendente quasi 350 unità. Abbandonato da quasi dieci anni, l’ex carcere maschile ha rappresentato finora per la città un vuoto inconoscibile: l’azione di entrare in questo luogo violandone la riservatezza assume in tal senso una potente connotazione simbolica.

 

 

Proprio in virtù di queste peculiarità, l’ex carcere maschile ha rappresentato una preziosa occasione per ipotizzare strategie di rigenerazione mediante l’inserimento di funzioni tese a sviluppare attività culturali e creative. Ed è diventato oggetto di un confronto didattico su scala nazionale che ha visto un ampio coinvolgimento ideativo del mondo accademico, volto ad aprire e alimentare il dibattito cittadino su questo specifico tema nonché animato dall’obiettivo condiviso di promuovere l’edificio “da luogo della costrizione fisica a luogo della liberazione creativa”. Prefigurandone la riappropriazione da parte della città mediante la trasformazione in “smARTvillage”, una cittadella-laboratorio-officina dedicata ai giovani.

 

 

Al workshop-concorso hanno partecipato 16 gruppi di progettazione aventi come referenti docenti universitari di altrettanti atenei italiani, ciascuno coordinato da un tutor e composto da sei studenti: gli esiti finali della progettazione, affrancati dalla piena rispondenza normativa e riguardanti prevalentemente la trasformazione figurativa, sono stati illustrati pubblicamente nella giornata del 21 giugno 2013 a Perugia. Un grand jury qualificato (presieduto da Arnaldo Colasanti e composto da rappresentanti delle principali istituzioni locali e del settore professionale, da docenti universitari e da progettisti europei di fama internazionale) e una giuria non specialistica (composta da studenti cinesi e coordinata da architetti selezionati) hanno infine valutato le proposte premiando i progetti ritenuti migliori. E spalancando di fatto le porte dell’ex carcere alla Perugia del terzo millennio.

 

gruppo di lavoro (Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale)

responsabile scientifico: Paolo Belardi; coordinatore operativo: Valeria Menchetelli; rilievo architettonico e attività conoscitive: Paolo Belardi, Fabio Bianconi, Valeria Menchetelli, Simone Bori, Luca Martini, Giacomo Pagnotta, Chiara Pimpinelli, Federica Rossi; rilievo fotografico: Dario Diarena; ricerche d’archivio: Sonia Merli, Chiara Pimpinelli, Federica Rossi

 

atenei partecipanti

Politecnico di Bari (docente referente Lorenzo Netti); Università degli Studi della Basilicata (docente referente Antonio Conte); Università degli Studi di Bologna (docente referente Matteo Agnoletto); Università degli Studi di Camerino (docente referente Emanuele Marcotullio); Università degli Studi di Chieti e Pescara (docente referente Lorenzo Pignatti); Università degli Studi di Firenze (docente referente Carlo Terpolilli); Università Politecnica delle Marche (docente referente Fausto Pugnaloni); Politecnico di Milano (docente referente Emilio Faroldi); Seconda Università degli Studi di Napoli (docente referente Paolo Giordano); Università degli Studi di Palermo (docente referente Francesco Maggio); Università degli Studi di Parma (docente referente Paolo Giandebiaggi); Università degli Studi di Pavia (docente referente Carlo Berizzi); Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria (docente referente Francesca Fatta); Sapienza Università di Roma (docente referente Tommaso Empler); Università degli Studi di Trento (docente referente Giovanna A. Massari); Università IUAV di Venezia (docente referente Sara Marini)

 

progetti premiati e segnalati

primo classificato: Università degli Studi di Camerino (motto: ev@sione)

 

secondo classificato: Università degli Studi di Trento (motto: Perugia network)

 

terzo classificato: Università degli Studi di Firenze (motto: giov-in-celle-1)

 

Segnalazione di merito: Seconda Università degli Studi di Napoli (L'Eterotipia riabilitata)

 

Segnalazione di merito: Sapienza Università di Roma (Connecting Perugia)